10 FEBBRAIO: UNA VALIGIA, UNA TRAGICA STORIA, UNA MEMORIA DA CUSTODIRE
Oggi, 10 febbraio, si celebra il Giorno del Ricordo. È una data importante per la storia italiana, perché invita tutti noi a fermarci e a riflettere su una pagina dolorosa del Novecento, quella delle vittime delle foibe e dell’esodo giuliano-dalmata.
Alla fine della Seconda guerra mondiale, le terre della Frontiera adriatica — Istria, Fiume, Dalmazia — furono travolte da eventi drammatici. Dopo gli anni del fascismo, che aveva imposto politiche oppressive verso le popolazioni slave, e dopo la violenta occupazione nazista, in quei territori si instaurò il regime comunista guidato da Tito. In quel clima di tensione, paura e vendette, molti italiani che vivevano lì da generazioni furono perseguitati e uccisi. Alcuni furono gettati nelle foibe, profonde cavità naturali del Carso diventate simbolo di quella tragedia.
Per tantissime famiglie iniziò un tempo di angoscia e di scelte strazianti. Restare significava rischiare di perdere la propria identità: lingua, tradizioni, cultura, religione. Partire voleva dire abbandonare tutto — la casa, il lavoro, la propria terra — e affrontare un futuro incerto. Circa 300.000 persone, tra uomini, donne, anziani e bambini, scelsero l’esodo. Con poche valigie e il cuore colmo di dolore, lasciarono i luoghi dove erano nati e cresciuti, portando con sé solo i ricordi e la speranza di una vita nuova.
Per rendere più viva questa memoria, i docenti di Lettere, insieme alla prof.ssa Arena, hanno realizzato un’installazione simbolica: una fossa dipinta su cartone, le sagome di una famiglia in cammino e una vera valigia accanto. Un’immagine semplice ma potente, che parla senza bisogno di tante parole. La valigia rappresenta tutto ciò che si può portare via quando si è costretti a lasciare la propria casa: pochissimi oggetti, ma un’infinità di emozioni.
Ricordare non significa alimentare odio o divisioni. Significa guardare con coraggio alla storia, anche quando è dolorosa, per imparare dagli errori del passato. Come è stato scritto, si ricorda non “per dimenticare, né per rivendicare, ma per trarre dagli errori e dalle sofferenze del passato l’ulteriore spinta per un cammino comune”.
Il Giorno del Ricordo ci invita a comprendere quanto sia preziosa la pace, quanto sia importante il rispetto tra i popoli e quanto le diversità possano diventare una ricchezza. Solo attraverso la memoria possiamo costruire un futuro fondato sul dialogo, sulla collaborazione e sulla consapevolezza che la storia, se compresa, può insegnarci a essere cittadini migliori.

Pubblicato il 10-02-2026





