GIORNATA DELLA MEMORIA 2022: "NOI STIAMO CON I GIUSTI"

Un firmamento di “Giusti” costella l’atrio della Secondaria di I grado nel Giorno della Memoria 2022.

I ragazzi hanno realizzato centinaia di Stelle di David con al centro le foto di chi, durante la Shoah, ha rifiutato di essere complice del folle disegno nazifascista di annientare il popolo ebraico.

Volti di gelatai, contadini, carabinieri, insegnanti, imprenditori, casalinghe, sacerdoti, persone comuni che hanno operato per salvare ebrei, senza un tornaconto personale, rischiando la propria vita. Una leggenda ebraica racconta che in qualsiasi momento della vita dell’umanità ci sono sempre 36 Giusti al mondo. Nessuno sa chi siano, nemmeno loro stessi, ma sanno riconoscere le sofferenze e se ne fanno carico perché sono nati giusti e non possono ammettere ingiustizie. E’ solo per amor loro che Dio non distrugge il mondo. Durante l’Olocausto, i Giusti non ebrei sono stati oltre 20.000, di cui più di 500 italiani, tutti ricordati nel Giardino dei Giusti dello Yad Vasheim di Gerusalemme. Tra questi, tanti sono anche gli emiliano-romagnoli a cui il Museo Ebraico di Bologna dedica, proprio in questi giorni, la mostra I Giusti tra le Nazioni sul territorio della regione Emilia-Romagna.

Ed è dagli archivi del Museo bolognese, così come da quelli di Gariwo, che gli alunni hanno attinto storie vere, toccanti, alcune semplici, altre vere e proprie trame degne di racconti d’avventura. C’è l’elettricista ferrarese Umberto Antolini che nascose 3 ebrei in un appartamento in via Vignatagliata;  il medico Carlo Angela, padre di Piero, che organizzò falsi ricoveri nella sua clinica piemontese, facendo passare per malati numerosi antifascisti ed ebrei. Ci sono Giuseppe Moreali e don Beccari che a Nonantola coinvolsero l’intera comunità per  accogliere e soccorrere i 73 ragazzi ebrei di Villa Emma. “Se aveste visto come me, in questa prigione, quello che gli ebrei hanno sofferto, il vostro unico rimpianto sarebbe stato quello di non aver potuto salvarne di più”, sono queste parole del dirigente d’azienda Odoardo Focherini, di Carpi, che organizzò una rete di salvataggio di oltre cento ebrei e per questo venne arrestato e deportato, per poi morire nel lager tedesco di Hersbruck.

Attraverso la memoria vogliamo far conoscere la natura della sofferenza, ma soprattutto influenzare le scelte delle future generazioni”- sostiene Wojciech Soczewca, direttore esecutivo della Fondazione Auschwitz-Birkenau. 

Allora, nel triste giorno in cui si ricorda la brutale atrocità della Shoah, al FLIC siamo tutti a testa all’insù a guardare quella moltitudine di stelle e Giusti con la speranza che illumini le coscienze, infonda un messaggio di speranza e sia un monito a scegliere sempre il Bene perché, come recita il Talmud, “chi salva una vita, salva il mondo intero”.

L'INSTALLAZIONE IN MEMORIA DEI GIUSTI -  GUARDA IL VIDEO

Pubblicata il 27-01-2022