"METTI GIU' QUEL CELLULARE...DEVI STUDIARE": UN TEMA INTERESSANTE PER I GENITORI

L'incontro sulla gestione del telefonino del figlio, che si è svolto online il primo aprile, ha visto un’ampia adesione dei genitori degli alunni della scuola secondaria di primo grado. Una sessantina le presenze, segno che la questione trattata è molto sentita da parte dei genitori. Il cellulare è uno strumento che può distogliere i ragazzi dallo studio, ma non solo: è un dispositivo che ha cambiato il modo in cui i giovani si relazionano tra di loro. La comunicazione, tramite immagini e messaggi vocali, è troppo veloce e limitata dal punto di vista emozionale. Lo smartphone è inoltre uno strumento che i nostri figli usano spesso anche nel tempo libero, preferendo questo svago ad attività più socializzanti e ricreative come quelle all’aria aperta. Lo psicologo Michele D’Ascanio, del progetto “Punto di Vista”, ha preso come riferimento le domande che i genitori avevano inviato nel form di registrazione all’evento per offrire diversi interessanti spunti di riflessione. Non ha fornito delle regole da applicare in tutti i casi, perché ogni situazione è diversa; certo che il genitore deve essere vigile e capire quando l’utilizzo del dispositivo da parte del figlio diventa disfunzionale e si instaura dipendenza. Ciò si verifica quando si osserva un cambiamento nella qualità di vita del figlio. Il punto più saliente che ha toccato il relatore è stato il richiamo alla responsabilità dell’adulto nel suo ruolo educativo ed affettivo verso i figli. Il genitore deve essere attento nella condivisione, nel dialogo costante con i figli, nella partecipazione attiva alle loro attività, nell’offrire il corretto esempio, ricordando che i ragazzi in questa età delicata non ascoltano, ma osservano la figura di riferimento. Per prevenire i disturbi della comprensione del testo, che possono derivare da un uso limitato ai dispositivi digitali della lettura, si consiglia di coltivare insieme ai figli, fin dalla tenera età, la lettura di libri cartacei, il racconto di storie, di favorire la comunicazione verbale che è quella più emozionale e che potranno poi usare anche per socializzare meglio con i coetanei. Infine il relatore ha concluso il suo intervento con una provocazione: non sarebbe forse il caso di prendere il primo telefonino al figlio dopo la scuola media e magari, se proprio necessario anche per la scuola, fargli usare quando occorre il proprio? Di fatto lo smartphone non serve in questa fase preadolescenziale, i ragazzini non hanno l’età per iscriversi ai social network e non hanno ancora la sufficiente maturazione per usare il dispositivo in modo critico e controllato. Così di fronte a “tutti i miei amici ce l'hanno", la capacità educativa e la fermezza del genitore potranno prevalere su questa osservazione lecita da parte del figlio.

Pubblicata il 05-04-2022