IL DRAMMA DEI BAMBINI E DELLE BAMBINE SOLDATO: LE TERZE INCONTRANO AMNESTY INT.

Può un bambino di dieci anni impugnare un fucile anziché una penna? Purtroppo, per migliaia di coetanei nel mondo, questa non è una domanda ipotetica, ma una cruda realtà. La scorsa settimana, gli alunni delle classi Terze della Scuola Secondaria hanno concluso un percorso triennale sui diritti civili insieme alla Presidente della sezione locale di Amnesty International, Marina Govoni, con un incontro intenso e toccante.

L’intervento ha squarciato il velo su una tragedia globale: sono circa 250.000 i minori arruolati in eserciti o gruppi armati. Molti di loro hanno un'età compresa tra i 10 e i 13 anni. Non sono solo soldati mandati al fronte; vengono usati come spie, messaggeri, guardie o persino per sminare i terreni.

Alla vigilia dell’8 marzo, è stata dedicata una riflessione anche alla condizione delle bambine, che rappresentano circa il 40% dei minori soldato. Per loro, la guerra è un incubo a doppio volto: oltre a combattere o posizionare mine, sono costrette a svolgere lavori domestici o a subire matrimoni forzati con i soldati, sono vittime di sistematiche violenze e, una volta libere, devono affrontare lo stigma sociale e, talvolta, il rifiuto delle proprie famiglie che non comprendono il loro trauma.

L'incontro ha poi  i diritti negati ai conflitti moderni, citando il terribile genocidio della comunità Yazida in Iraq per mano dell'ISIS tra il 2014 e il 2017. Migliaia di bambini sono stati rapiti e sottoposti a un violento indottrinamento.

In un periodo storico segnato da nuovi e violenti conflitti, questo incontro non è stato solo una lezione di storia o educazione civica, ma un richiamo alla responsabilità: l’incontro con Amnesty International ha rappresentato un’importante occasione per “guardare al di là dei confini”, riflettere sulla pace e sul dovere della comunità internazionale di assicurare protezione a chi vede la propria infanzia spezzata dalle armi.

Pubblicato il 09-03-2026