Mauthausen 75 anni dopo: il lager spiegato ai ragazzi che non possono visitarlo

Il 5 maggio 1945, i soldati americani entrarono nel campo di concentramento nazista di Mauthausen e liberarono i circa 16mila prigionieri superstiti. Quest’anno, quei cancelli si sono nuovamente chiusi a causa delle restrizioni per il Coronavirus e anche gli 80 alunni della Scuola Secondaria di I grado hanno dovuto rinunciare al loro Viaggio della Memoria.


Era già tutto “quasi” pronto: partenza il 6 e ritorno il 9 aprile con visite al Campo di Fossoli (MO), ai Campi di concentramento di Mauthausen e Gusen, e al Castello di Hartheim (Austria).

Grazie al finanziamento dell’Assemblea Legislativa dell’Emilia-Romagna, in partenariato con l’Istituto di Storia Contemporanea di Ferrara, i ragazzi avrebbero avuto l’opportunità di ripercorrere le tappe del concittadino Giuseppe Malagodi, centese antifascista, che fu deportato nei campi di sterminio di Mauthausen e poi di Gusen, dove morì nel ’45.

Avrebbero condiviso un importante percorso di conoscenza e formazione individuale e sociale che ANED, Associazione nazionale ex deportati nei lager nazisti, non ha voluto che venisse completamente annullato, dedicando un video proprio a tutti i ragazzi che avevano in programma una visita a Mauthausen. Interventi di Guy Dockendorf, presidente del comitato internazionale Mauthausen, e del presidente del Parlamento europeo, David Sassoli, si alternano a quello della senatrice Liliana Segre che invita gli studenti ad utilizzare questo tempo del “non-viaggio”per formare la propria coscienza e le proprie opinioni: quando recupererete questo viaggio sarete ancora più pronti ad affrontare in maniera diversa, più consapevole, questa esperienza [...] Il viaggio nei luoghi di morte sia sempre un monito e un insegnamento per scegliere la vita. Buon viaggio ragazzi, buon viaggio della mente prima e buon viaggio quando potrete andare a visitare Mauthausen.